riflessioni

Casti o castrati?

scritto da p. Leonardo

Approfittando di questi giorni in cui sono stato malato, ho ripreso in mano un libro che mi era capitato in mano tempo fa e che per me rappresentò un po’ una svolta. Si tratta di una raccolta di lettere tra Pierre Teilhard de Chardin, gesuita antropologo, e Lucile Swan, una scultrice americana. I due si sono conosciuti in Cina nel 1929 ed è nato un legame molto  forte, al punto che hanno iniziato a scriversi quasi subito ed hanno smesso solamente nel 1955, alla morte di Teilhard.

Leggere queste lettere fu l’occasione per guardare i voti religiosi con occhi più liberi. E questo per un semplice motivo: perché è chiaro da subito che tra i due c’è qualcosa di più della stima e dell’affetto che ci può essere tra due amici. Lei dice chiaramente che lui

“è l’uomo che ha sempre sognato di trovare –  peccato che Dio mi abbia fatto lo scherzetto di farlo prete!”

In tutto questo, nonostante Teilhard sia più distaccato, ogni tanto ha dei momenti di grande tenerezza nei suoi confronti:

Sono così pieno di te, Lucile. Come ringraziarti per quello che tu sei per me?

Tutto l’epistolario è espressione di un sentimento molto forte tra i due, e negli oltre venticinque anni di scambio epistolare si entra nell’intimità di due persone che vivono in maniera complessa un sentimento complesso. Non che questo caso sia l’unico! Tantissimi santi hanno vissuto relazioni simili, e non per questo sono venuti meno ai voti che hanno fatto.

Leggere questo testo è illuminante, perché grazie a Teilhard diventa chiaro cosa sia la castità che ho scelto e vivo come gesuita. Essere casti non è questione di “non fare” figli, di “non avere” moglie, di “non vivere” l’affettività. Questa raccolta di lettere dimostra come la castità non sia la scelta di una vita fatta di mancanze o di ascesi. O meglio, ci sono delle mancanze, è evidente: ma non sono quelle a definire la mia vita. È come se dicessi che il modo migliore per definire la vita matrimoniale è la mancanza di tempo per se stessi. Non che non sia vero, ma forse la vita di coppia è qualcosa di più, no? E allora questo vale anche per la vita vissuta nella castità.

Che cos’è allora una vita casta? È una vita in cui si sceglie di vivere in un modo diverso la relazione con l’altro. Se qualcuno pensa che la castità sia la scelta di una vita frustrata, si sbaglia, perché in realtà è una vita che vive in pienezza l’affettività. Magari in modo diverso da quello a cui siamo abituati, ma non per questo povero. E questa raccolta di lettere lo dimostra.

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