riflessioni

La nostra resurrezione in Cristo

«Per entrare nella comprensione cristiana del nostro corpo possiamo tornare una volta di più al mistero dell’incarnazione. Incarnandosi, il Verbo non ha soltanto rivestito un involucro di carne, ha preso la nostra condizione umana in tutto eccetto il peccato. E come dire che ha assunto una personalità umana nella sua singolarità unica e indefinibile. Voleva con ciò manifestare in una vita umana la sua relazione filiale al Padre, incarnare nei suoi comportamenti la sua fede nella tenerezza del Padre per i suoi figli. Uomo della nostra stirpe “nato da donna, nato sotto la legge” (Gal 4,4) ha manifestato nelle sue relazioni umane la tenerezza del Padre per Giuseppe e Maria, per i suoi discepoli, per i peccatori, per le folle senza pastore. Il suo corpo di carne l’ha espressa nel corso di tutta la sua esistenza storica con lo stile personale che era soltanto suo e che la Maddalena ha saputo riconoscere nel mattino di Pasqua. Il suo corpo resuscitato continua in modo nuovo questa presenza con noi e per noi. Esso è presso il Padre nella gloria e attraverso il suo Spirito effuso è con noi nella comunità dei credenti. Il suo corpo ecclesiale continua allora la sua missione: rivelare la tenerezza del Padre per tutti gli uomini. Questo corpo che deve diventare la sua carità vivente, la speranza offerta a tutti, la luce della sua verità che brilla nelle nostre tenebre. Cristo resuscitato prolunga così la sua missione infondendo lo Spirito nella comunità nata dalla sua parola perché questa attualizzi la sua testimonianza. Sta a noi accogliere oggi lo Spirito aprendo i nostri cuori al vangelo proclamato, al pane condiviso, alla scoperta del nostro Padre, alla comunione fraterna vissuta. Vivendo della vita del corpo di Cristo partecipiamo già alla sua resurrezione. Le apparizioni di Cristo risorto ci introducono in ciò che può essere la vita di un corpo spirituale: Gesù offre la sua presenza alla libertà di quanti la desiderano. Egli porta la pace, ridona la speranza, ricrea la comunione dove tendeva a dissolversi. Il tutto nella gratuità di un amore offerto a tutti. Così si stabiliscono fra lui e i suoi nuove relazioni, libere e universali, senza più le costrizioni che i nostri limiti spazio-temporali imponevano loro. Il suo amore può esser presente a tutti e a ciascuno senza alcun limite. La sua vita gettata a terra nel giorno della croce risorge piena di promesse per quanti mettono in lui la loro speranza e la sua luce risplende per tutta la creazione».

M. Rondet, Chiamati alla resurrezione, 64-65.

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