Novità testimonianze

Un gruppo dove sentirsi a casa

Che cos’è esattamente questo gruppo Shekinah? Ce lo racconta Luca.

Può darsi che diversi di voi abbiano avuto una storia simile alla mia. Può darsi,
ad esempio, che dopo anni di apatia sprituale -del tipo “vado a Messa, però vabbè…”- abbiate incontrato una persona in grado di farvi innamorare del Vangelo. E che purtroppo, dopo questo momento esaltante, la vostra mente, sempre alla ricerca di una spiegazione razionale, abbia iniziato a formulare una numero via via crescente di domande, di dubbi, di perplessità: inezie, sia chiaro, semplici particolari su cui non soffermarsi più di un secondo prima di accantonarli nel ripiano delle innumerevoli domande a cui non si sa dare una risposta. Può darsi, poi, che a un certo punto vi siate resi conto che tutta la vostra fede reggeva su un impalcatura così fragile di dogmi e frasi fatte, da vacillare e scricchiolare alla minima folata di vento. E che l’unica cosa che ancora risuonava era la gioia provata quando avete sentito l’annuncio del Vangelo, e la sensazione – il desiderio? – che tutto ciò non potesse essere stato soltanto un’illusione.

Con questo stato d’animo, per caso, nella Cappella della Sapienza ho raccolto un volantino che invitava ad una serie di incontri sul Credo il mercoledì sera.

In questi incontri non ho trovato le risposte alle mie domande – non a tutte,
per lo meno -: ho conosciuto però delle persone che le stesse mie domande non hanno avuto il timore di porsele. E queste persone mi hanno fatto capire che la nostra fede, tra le altre cose, è proprio un lungo percorso di ricerca di queste risposte, un cammino che molti altri hanno percorso per millenni prima di noi. E come durante un viaggio si impara a conoscere i propri compagni di avventura, così durante questo pellegrinaggio noi proviamo a conoscere Dio e, attraverso il Suo sguardo, tutte le persone che ci sono vicine.

Per questo, dopo poco tempo, ho provato la sensazione di essere come a casa; di trovarmi in un luogo familiare in cui persone dalle provenienze più disparate, di tre o quattro nazionalità diverse, si ritrovavano tutte le settimane per “toccare con mano” quella fede che, più di ogni altra cosa, ci legava gli uni agli altri. Un posto dove poter parlare nello stesso clima di amicizia e confidenza di alte questioni teologiche, dell’angoscia dovuta ad un esame imminente o dell’ultima puntata di Game of Thrones.

Per questo motivo abbiamo deciso di chiamare il nostro gruppo “Shekinah” (“dimora”, in ebraico): perchè speriamo che chiunque voglia intraprendere con noi questo lungo percorso insieme ad Abramo, Isacco e Giacobbe, i nostri padri nella fede, possa sperimentare quella bellissima sensazione di sentirsi a casa anche durante il più faticoso dei viaggi.

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