riflessioni testimonianze

Una testimonianza sugli EVO

Abbiamo pensato che fosse interessante chiedere una testimonianza alle persone che hanno seguito le attività con noi. Così che se qualcuno è indeciso se partecipare o no agli incontri si possa fare un’idea.

Cominciamo con Andrea, che ci parlerà degli Esercizi Spirituali nella vita ordinaria (EVO).

Come è cominciata? Ricordo: a Settembre scelsi di non fare gli Esercizi Spirituali nella vita ordinaria (nel seguito, EVO). C’erano stati degli incontri di prova, a cui ero andato; dopo di questi bisognava decidere se continuare o no, e io avevo optato per la seconda possibilità. Possedevo valide ragioni: ultimi esami da sostenere, una tesi da scrivere, tante altre cose a cui pensare. Ero convinto che avrei lasciato passare il treno degli EVO senza rimuginarci troppo su, e senza eccessivi rimpianti. Eppure, all’approssimarsi della data ultima per confermare o meno la propria partecipazione, non ero più così tranquillo riguardo la decisione presa. Provai una sensazione precisa, che si tradusse nella mia testa in un’immagine altrettanto chiara: mi contemplavo dal finestrino di uno dei vagoni di un treno in partenza, e mi vedevo rinunciare a partire, rinunciando così ad uno di quei viaggi che, con il tempo, avrebbe potuto costituire uno spartiacque della mia vita, segnando per sempre un prima ed un dopo. Non potevo non salire a bordo, capite? Nel seguito, mi sono anche chiesto se si trattò di una mia scelta, o se fu qualcun altro ad issarmi su quel treno…

Penso abbia poco senso che dica cosa ho scoperto, cosa ho trovato, in quest’avventura lunga un anno. Potrei raccontare gli EVO come farebbe un qualsiasi osservatore esterno: di fatto, si tratta di una lunga discesa nel tessuto narrativo dei Vangeli, nel tentativo di rivivere, attraverso l’immaginazione applicata ai sensi, i trentatre anni di vita di Gesù di Nazareth, come se uno fosse stato realmente presente agli avvenimenti di quell’epoca. Immagino intuiate che, così facendo, non avrei detto nulla di cosa sono stati veramente, per me, gli EVO. Provo ad scendere un poco più in profondità: non so precisamente quando ma, dopo alcuni mesi di cammino, ho iniziato a rendermi conto che i luoghi, le persone e le situazioni evangeliche stavano lentamente assumendo i contorni e i volti propri della mia vita, passata e presente. A poco a poco, la Palestina di duemila anni fa era diventata solo la scusa, il pretesto del Signore per accompagnarmi nella terra della mia esistenza, guidandomi tra ciò che di questa odiavo e ciò che amavo, tra quello che rifiutavo e quello che cercavo, per guarire, correggere, consigliare, aprire strade. Capite, allora, che non servirebbe a nulla dirvi ciò che ho scoperto? Ognuno ha il suo paesaggio interiore da esplorare! Dopo un anno di cammino, quando tutto era giunto al termine, sono tornato a domandarmi: come è cominciata? Ho ripensato all’immagine del treno, e del viaggio che cambia tutto. In effetti, non ero poi lontano dalla realtà di ciò che sarebbe accaduto.

a.d.l.

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